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Costi e scadenze

Scadenza
La prima revisione è obbligatoria dopo quattro anni dalla prima immatricolazione,
entro il termine del mese di rilascio della carta di circolazione.
Il calcolo quindi in questo caso è estremamente facile semplicemente andando
a leggere la data sulla carta di circolazione.

I successivi controlli devono essere effettuati invece con cadenza biennale
e sempre entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione.
Attenzione quindi, passati i primi 4 anni non importa più la data del rilascio della carta di circolazione,
ma si dovrà sempre far riferimento alla data dell’ultima revisione che è stata compiuta.

Queste scadenze si applicano per autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto
di cose o ad uso speciale di massa complessiva non superiore ai 3.500 Kg,
motoveicoli, ciclomotori, tricicli e quadricicli.
La revisione è invece obbligatoria con cadenza annuale nel caso di autovetture adibite
al servizio taxi, noleggio con conducente, per gli autoveicoli utilizzati per il trasporto
di cose e i rimorchi di peso complessivo superiore ai 3.500 Kg, gli autobus,
le autoambulanze e i veicoli atipici (ad esempio, le auto elettriche leggere da città).

Costi
La tariffa per la revisione è imposta dallo Stato dal 01.10.2008 col Decreto Ministeriale
del 02.08.2007 n.161, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.232 del 05.10.2007.
L’importo di questa tariffa è stato fissato a € 45,00.
A questo si deve aggiungere l’IVA del 22% e cioè € 9,90.
L’automobilista/motociclista deve anche pagare 10,20 € di tassa di concessione
governativa sul conto corrente 9001.
Se l’utente si affida a un Centro Revisione che paga questa tassa in maniera telematica attraveso
il Portale dell’Automobilista, deve aggiungere € 1,78 di tasse per gli stessi bollettini.
Il costo totale della revisione raggiunge quindi € 66,88 di cui € 54,90
per revisione, € 10,20 per bollettino diritti D.T.T. e € 1,78 per spese postali.
Di concessione governativa, come evidenziato nella tabella di seguito:

*Tariffario prescritto con Decreto Ministeriale del 02.08.2007 n.161
(Gazzetta Ufficiale n.232 del 05.10.2007) in vigore dal 01.10.2008
In caso di verifica da parte degli organi preposti (es. Carabinieri, Polizia, ecc.),
chi circola con un veicolo non revisionato è soggetto alla sanzione amministrativa di € 168,00,
somma che può aumentare secondo le aggravanti (es. recidiva,
uso di falsa attestazione di revisione, ecc.). Per effetto della legge 29.07.2010 n.120,
modifica dell’art.80 del Codice della strada (DL 30 aprile 1992, n.285),
la carta di circolazione non viene più ritirata all’atto dell’accertamento dell’omessa revisione.
L’organo accertatore appone sulla carta di circolazione l’annotazione
relativa alla sospensione del veicolo dalla circolazione fino all’effettuazione
della revisione; con questa annotazione, il veicolo può essere portato
presso un centro di revisione autorizzato o presso gli uffici provinciali
del DDT per effettuare la revisione.
Nel giorno della revisione il conducente deve essere munito di una
ricevuta della prenotazione della visita
di revisione o di un’attestazione o altra documentazione dalla quale possa
evincersi che si sta recando presso un Centro Revisioni autorizzato
per effettuare la visita di revisione, da potere esibire all’organo preposto
nel caso venga fermato. Invece se la mancata revisione viene accertata in autostrada,
si incorre nel ritiro della carta di circolazione e nel fermo amministrativo del veicolo.

Dettaglio delle sanzioni in vigore dal 01.01.2013

Quando un veicolo viene sospeso dalla circolazione per omessa revisione,
non può essere utilizzato se non per recarsi presso il centro di revisione autorizzato
o presso gli uffici della Motorizzazione per effettuare la revisione.
Se il veicolo viene utilizzato per finalità diverse,
si è soggetti ad una sanzione amministrativa
che varia da 1.941 a 7.767 euro, nonché alla sanzione accessoria
del fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni.

Autovetture con impianti a GAS
Le vetture equipaggiate con impianto GPL avente serbatoio
di fabbricazione antecedente alla data del 31 dicembre 2000 sono munite
di un apposito certificato indicante anche la data di scadenza dello stesso.
Allo scadere dello stesso il proprietario, per non incorrere nelle sanzioni
previste dall’art 79 del C.d.s o aggiorna l’impianto provvedendo alla sostituzione
del serbatoio, oppure provvede a far rimuovere l’impianto stesso ripristinando l’alimentazione
del veicolo alla sola benzina. Quest’ultima operazione avviene sempre previo collaudo
presso l’MCTC che aggiorna anche la carta di circolazione.
Dal 1 gennaio 2001 il certificato per serbatoi di GPL non viene più rilasciato in
quanto gli stessi risultano omologati ai sensi dei Regolamenti ECE 67 e ECE 67/01.
I serbatoi che rispondono alle norme del Regolamento ECE riportano sulla targhetta
(del serbatoio) una marcatura del tipo “Ex 00 0000″ ove:
- la “x” è un numero che rappresenta il paese ove è stato omologato (ad es.: per l’Italia “E3″);
i restanti caratteri rappresentano il numero di omologazione.

Autovetture con impianti a GPL
Il serbatoio gpl, in questo caso ha validità decennale e secondo quanto previsto
dalla circolare n. B76/2000/MOT del 16/11/2000 del
Ministero dei Trasporti e Infrastrutture, il decimo anno di utilizzo
deve intendersi decorrente:
- dalla data del collaudo dell’impianto
GPL in caso di installazione dello stesso successivamente all’immatricolazione del veicolo;
dalla data della prima immatricolazione del veicolo,
se questo è allestito sin dall’origine con impianto GPL.
Anche in questo caso allo scadere dello stesso il proprietario,
per non incorrere nelle sanzioni previste dall’art 79 del C.d.s (che si riporta in basso)
o aggiorna l’impianto provvedendo alla sostituzione del serbatoio oppure provvede
a far rimuovere l’impianto stesso ripristinando l’alimentazione del veicolo alla sola benzina.
Entrambe le operazioni avvengono sempre previo
collaudo presso l’MCTC che aggiorna anche la carta di circolazione.

Autovetture con impianti a METANO
Per le autovetture alimentate a METANO, una volta effettuato il primo montaggio e relativo
collaudo presso la MCTC delle bombole, occorre prestare attenzione alla loro scadenza
controllandone il tipo di omologazione a cui sono soggette.
Le bombole omologate secondo le norme italiane DGMC
(generalmente presenti solo sui veicoli trasformati)
devono essere revisionate ogni 5 ANNI con riferimento alla data di costruzione
o di ultima revisione.
In Italia esiste un apposito organismo denominato GFBM SpA
(Gestione Fondo Bombole Metano), finanziato attraverso appositi
fond che provvede gratuitamente alla revisione periodica (ogni cinque anni)
per qualunque utente si rechi in sede con serbatoi scaduti, svuotati del metano,
privi di valvole e smontati dall’autovettura.
Qualora invece le operazioni di revisione delle bombole sono svolte
da un installatore, i relativi costi sono a carico del proprietario del veicolo.
Ogni bombola reca in posizione ben visibile una punzonatura che indica matricola,
caratteristiche e la data di scadenza della stessa.
Sul veicolo deve essere apposto altresì un cartellino plastificato
“Gestione Fondo Bombole Metano” di colore azzurro-verde,
rilasciato dall’installatore dei componenti
(in caso di installazione dell’impianto) o al momento della sostituzione dei serbatoi
(in caso di collaudo quinquennale degli stessi) e deve recare l’annotazione
della loro scadenza (mese ed anno), la targa del veicolo ed il timbro
della ditta che ha eseguito le operazioni.
Le bombole di omologazione internazionale ECE/ONU R. 110
(installate generalmente di serie sui veicoli dal costruttore)
devono essere revisionate ogni 4 ANNI a partire dalla data di immatricolazione dell’auto
poichè costruttore del mezzo e collaudatore dell’impianto sono i medesimi.
In questo caso sulla vettura, la targhetta che prova la validità dei serbatoi è applicata
nello sportellino per la carica del carburante.
Tuttavia bisogna ricordare che bombole con questo tipo di omologazione
possono anche essere installate su veicoli trasformati in officina.
Per tanto è necessario tenere a mente che devono essere revisionate
ogni 4 anni dalla data indicata sul
cartellino plastificato applicato dall’impiantista.

Annche se evidente da quanto detto sopra, teniamo a precisare
che il collaudo delle bombole Gpl/Metano
non avviene in occasione delle revisioni periodiche del veicolo
e quindi è scrupolo del proprietario
del mezzo far si che questo rimanga sempre aggiornato.
Infatti per quanto concerne il sistema sanzionatorio è prevista,
in caso di mancato aggiornamento della carta di circolazione
a seguito di installazione o sostituzione
di impianto a metano/gpl, la sanzione amministrativa
da euro 389 a 1559 con la sanzione accessoria
del ritiro della carta di circolazione (commi 3 e 4 art 78 cds).
Mentre, nel caso in cui si circola
con bombola del metano/gpl oltre la data di scadenza
trovando applicazione i commi 1 e 4 dell’art 79 cds
la sanzione pecuniaria sarà di euro 78 nel minimo e 311 nel massimo.